…a Palermo finisce con la “a”: l’arancina di riso è femmina!

Arancina di riso

Le arancine di riso sono una delle specialità gastronomiche più famose della cucina siciliana: riso giallo ripieno di carne e formaggio, impanato e fritto.

Chi le conosce avrà visto che a volte si presentano ovali e con l’estremità appuntita, come vengono servite a Messina, Catania e nella Sicilia orientale. A Palermo hanno invece la forma caratteristica dell’arancia. Con questo frutto condividono anche il colore, risultato della impanatura di uovo sbattuto e pan grattato che friggendo nell’olio di oliva si trasforma in una croccante crosta arancione.

Il riso è cucinato con lo zafferano, lasciato raffreddare e poi amalgamato con uova e parmigiano grattugiato.

Per il ripieno proponiamo le due classiche ricette palermitane:

  • l’arancina alla carne a base di ragù di carne, piselli e mozzarella;
  • l’arancina al burro con mozzarella, prosciutto e besciamella.

Le nostre arancine sono un piatto sfizioso e stuzzicante, deliziose appena cucinate ma ottime anche fredde o riscaldate. Potete gustarle come street food, mangiarle in ufficio durante una pausa, servirle come piatto forte di una cena o come buffet di una festa.

Ma qualunque sia l’occasione ve ne innamorerete al primo assaggio.

Storia e curiosità sulle arancine di riso

Vi assicuriamo che non ci sono errori di scrittura. La maggior parte degli italiani e tutti i turisti che seguono le indicazioni delle guide ordineranno sicuramente un arancino quando entrano in una rosticceria o si avvicinano a un furgoncino di cibo da strada. Anche a Catania e a Trapani vengono chiamati al maschile, ma non mancano i siciliani che usano il vecchio termine dialettale di arancinu. Noi palermitani invece non dimentichiamo che sono state le arance a suggerirne il nome e così preferiamo chiamarla al femminile arancina.

L’importante è che non le chiamate supplì. Questa è una specialità romana che presenta una forma più stretta e allungata, offre gli stessi ingredienti ma ha un’origine recente, intorno al XIX secolo. Niente di paragonabile alla storia molto più antica delle arancine.

Nascono infatti durante la dominazione araba della Sicilia fra il nono e l’undicesimo secolo, un periodo prolifico per la gastronomia dell’isola durante il quale vengono alla luce altre prelibatezze come i cannoli e la cassata.

Agli arabi va riconosciuto in primo luogo il merito di aver introdotto nel Mediterraneo l’ingrediente principale, il riso, e il suo condimento, lo zafferano. Il contributo successivo è stato il loro stile di alimentazione, fonte di ispirazione della ricetta. Ieri come oggi si sedevano attorno a un grande piatto comune da cui si servivano con le mani formando una palla di riso. Con le dita aprivano poi un incavo che farcivano con carne e verdure.

Col tempo la ricetta si è evoluta. E’ stata aggiunta l’impanatura sia per rendere la pietanza più maneggevole e vendibile nei mercati che per insaporirla ulteriormente col gusto del fritto. Mentre il ripieno veniva arricchito con nuovi ingredienti.

Oggi non si contano le varianti disponibili in commercio. Esistono versioni salate ripiene con ogni genere di formaggio, salume o verdura. E non mancano nemmeno le proposte dolci come le arancine al cioccolato, anch’esse una produzione palermitana tradizionalmente offerte il 13 dicembre per la festa di Santa Lucia.

Quali vini e birre abbinare alle arancine di riso

A chi vuole accompagnare le arancine con un vino siciliano consigliamo un Etna Rosso o Rosato oppure un Alcamo Bianco.

In alternativa si può scegliere un Bolgheri Rosato della Toscana, un Trento spumante bianco o un Frascati.

Se mangiate le arancine come street food o ad un picnic potrebbe anche venirvi voglia di bere una birra. In questo caso una buona birra di frumento si sposerà perfettamente con il riso allo zafferano.

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