13 gennaio giornata nazionale dei baci di dama

Il 13 gennaio è la giornata nazionale dei baci di dama, i fragranti frollini alla mandorla farciti di cioccolato fondente. Vuoi fare una sorpresa dolce e romantica per un anniversario di fidanzamento, di matrimonio o per una qualsiasi occasione speciale? Alla Pasticceria Zuccherino di Milano troverai sempre un vassoio di baci di dama appena sfornati e preparati secondo la tradizionale ricetta piemontese.

Il bacio di dama è un regalo che non appassisce come i fiori, non costa come un gioiello e non è difficile da scegliere come un vestito. È un dono… letteralmente a prova di bacio che ti riporterà indietro nel tempo, al momento in cui le tue labbra hanno toccato per la prima volta quelle di chi ami e ti ama.

Tutti i baci più dolci del mondo

Quanti tipi di baci esistono al mondo? Naturalmente quello per eccellenza è alla francese, poi c’è quello timido sulla guancia, quello ricco di tenerezza sulla fronte o sul naso, quello carico di sottintesi erotici sul collo… Scusate l’equivoco ma ci siamo lasciati trascinare dall’entusiasmo. Ci siamo messi a parlare dei baci dati con le labbra invece dei cioccolatini e dei biscotti che portano questo nome. Dolci preparati dai pasticcieri nei loro laboratori con tanti ingredienti diversi ma un unico risultato: quello di dare uno splendido sapore all’apostrofo rosa fra le parole t’amo.

Ovviamente quando si parla di baci nel mondo della pasticceria si pensa subito al Bacio Perugina, la famosa pralina ripiena di granella di nocciole e ricoperta di cioccolato fondente creata nel 1922 a Perugia da Luisa Spagnoli. La forma che ricorda quella di un piccolo seno, il bigliettino d’amore nascosto nell’involucro d’argento, il colore della confezione su cui è impressa un’immagine ispirata al dipinto di Hayez hanno fatto di questo cioccolatino un perfetto esempio di marketing ancora oggi studiato e copiato da tutte le agenzie pubblicitarie. E dire che in origine avevano pensato di battezzarlo cazzotto!

Chi è andato negli Stati Uniti avrà invece trovato sugli scaffali di supermercati e negozi di alimentari gli Hershey’s Kisses (baci di Hershey), cioccolatini a forma di goccia avvolti in carta stagnola. La Hershey è stata fondata nel 1894 ed oggi è la più grande azienda alimentare americana specializzata in dolci al cioccolato. Dai suoi stabilimenti ogni giorno escono più 60 milioni di Kisses. Ma l’origine del nome di questi dolciumi non ha nulla di romantico. Infatti sono stati battezzati così semplicemente perché la macchina che li produce fa un rumore simile allo schiocco di un bacio!

In Venezuela troviamo invece i besitos de coco (bacetti di cocco), biscotti tipici a base di zucchero di canna e polpa di noce di cocco. Hanno un colore marroncino, una forma tonda e sotto una crosta croccante racchiudono un tenero ripieno.

Torniamo in Italia, precisamente in provincia di Cuneo dove nel 1881 il confetturiere Marco Barbero ideò i baci di Cherasco, cioccolatini fondenti ripieni di nocciole tritate. Tanto semplici quanto deliziosi sono stati riconosciuti come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) italiano.

È invece in Liguria che nel 1919 nascono i baci di Alassio. La storia della pasticceria attribuisce a Pasquale Balzola l’idea di far “combaciare” due semisfere di biscotto alla nocciola con uno strato di crema al cioccolato.

Arriviamo infine ai baci di dama a cui è dedicata la giornata del 13 gennaio. Un dolce così seducente non poteva avere origini banali. Infatti una leggenda racconta che sia stato lo stesso Re Vittorio Emanuele II a chiedere al pasticciere di corte di inventare un biscotto che fosse passionale nel gusto, nella forma e anche nel nome. Il cuoco si mise al lavoro partendo da pochi semplici ingredienti: mandorle, farina bianca, zucchero, burro, scorza di limone, uova, sale e crema al cioccolato. Il risultato che ottenne aiutò il sovrano a conquistare numerosi cuori femminili, oltre naturalmente al titolo di primo Re d’Italia.

Un’altra ipotesi, più fondata, è che i baci di dama siano stati inventati a Tortona dal pasticciere Augusto Manelli. Ma potendo scegliere preferiamo credere al mito che vi abbiamo raccontato. Non sono forse le leggende quell’ingrediente speciale in più che dà ai dolci il potere di incantarci?

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